Codice esenzione RH0011
Patologia sistemica caratterizzata dalla presenza di granulomi non caseificanti formati da macrofagi e linfociti T CD4+. È una patologia eterogenea e dal decorso variabile.
EPIDEMIOLOGIA. Ha una prevalenza globale di 1-5 su 10.000 abitanti. Insorge prevalentemente tra la terza e la quinta decade di vita. Ha una lieve predilezione per il sesso femminile e colpisce maggiormente la popolazione del Nord Europa rispetto al sud Europa (0,5-6 su 10.000 vs <1 su 10.000 abitanti) e la popolazione Afroamericana (in USA 3,5 su 10.000 abitanti)
EZIOLOGIA. Non nota. L'ipotesi è che si tratti di una malattia multifattoriale (predisposizione poligenica alla quale si sommano fattori ambientali e/o infettivi).
CLINICA. La clinica è variabile e non prevedibile. La sarcoidosi può esordire in modo acuto o avere un decorso cronico e progressivo. Oltre a classici sintomi sistemici (astenia, febbricola, sudorazioni notturne, perdita di peso), nel 90% dei casi compaiono manifestazioni polmonari con coinvolgimento interstiziale, responsabili di dispnea da sforzo e tosse secca. Il coinvolgimento dei linfonodi polmonari è presente in circa 1'80% dei casi ed è in genere asintomatico (adenopatie indolori e mobili). Possono essere interessati anche linfonodi al di fuori del distretto polmonare. Il coinvolgimento può, più raramente, essere sistemico, con interessamento cutaneo ( eritema nodoso, lupus pernio), oculare (uveite anteriore con possibile evoluzione verso glaucoma e cecità, iridociclite e coroidite), epatico (ittero, prurito, insufficienza epatica acuta, ipertensione portale), midollare (lieve anemia, neutropenia, trombocitopenia), splenico (splenomegalia e ipersplenismo), neurologico (paralisi nervi cranici), cardiovascolari (cardiopatia, aritmie), renale (ipercalciuria, ipercalcemia, nefropatia da deposito di calcio, glomerulopatie, nefrite interstiziale, possibile sviluppo di insufficienza renale), endocrinologico (lesioni ipotalamo-ipofisarie, alterazioni nella produzione della vitamina D), osteoarticolare (osteopatia a livello di falangi, metacarpo, metatarso, pelvi, corpi vertebrali, artrite acuta o cronica delle grandi articolazioni migrante che può portare fino ad importante danno articolare e miopatia sarcoidea), ghiandole esocrine (ingrossamento bilaterale delle parotidi, xerostomia e xeroftalmia).
DIAGNOSI. La diagnosi richiede l'associazione tra manifestazioni clinico-radiologiehe compatibili (RX torace e TC), istologia positiva a partire da sedi facilmente accessibili (broncoscopia con biopsie bronchiali e agoaspirato linfonodale eco-guidato, in caso di adenopatie ilo-medisatiniche, hanno una buona affidabilità) e l'esclusione di altre patologie. La diagnosi si può avvalere anche di indagini complementari quali spirometria (pattern restrittivo), DLCO, esami ematochimici (aumento livelli ACE, non correlato con l'attività della malattia), BAL (rapporto CD4+/CD8+ > 3,5).
In base ai risultati radiografici è possibile classificare la malattia in:
• stadio I: interessamento linfonodale ilare bilaterale
• stadio II: interessamento linfonodale e polmonare
• stadio III: interessamento polmonare
• stadio IV: fibrosi polmonare
TERAPIA. Data l'evoluzione variabile la malattia può progredire con vari gradi di gravità e interessamento sistemico. La terapia di prima linea è rappresentata dai corticosteroidi, soprattutto per le forme extrapolmonari. Per le forme polmonari, invece, non è dimostrato che i corticosteroidi modifichino il decorso della malattia. In particolare: in stadio I si tende a non somministrare terapia vista la possibili regressione spontanea; in stadio II e III il trattamento sarà iniziato in caso di presenza di sintomi o in caso di persistenza di infiltrati interstiziali o progressione della malattia a 6 mesi dalla diagnosi; in stadio IV verranno trattati tutti i pazienti. In caso di risposta non adeguata ai corticosteroidi, si possono utilizzare immunosoppressori (metotrexate, azatioprina, ciclosporina).
PROGNOSI. Circa il 50% dei pazienti va incontro a remissione nel corso di un 1-2 anni (soprattutto in caso di forme acute, tra cui la sindrome di Lofgren, caratterizzata da febbre, artrite, eritema nodoso e adenopatie ilari bilaterali). Il 10-30% va incontro a progressione della malattia. Negli afroamericani è più frequente una forma severa, cronica e sintomatica della malattia. L'iridociclite cronica può determinare glaucoma, cataratta e cecità e talvolta le artralgie possono determinare disabilità. La sarcoidosi ha una mortalità intorno al 5%, legata soprattutto a fibrosi polmonare, insufficienza respiratoria e, meno frequentemente, a coinvolgimento cardiaco. Fattori prognostici negativi sono: età di esordio 40 aa, etnia africana, lupus pernio, localizzazione nasale, cardiaca o neurologica, lesioni ossee cistiche, uveite cronica, ipercalcemia cronica, nefrocalcinosi, ipertensione polmonare o insufficienza respiratoria cronica.
