Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nell'Informativa Estesa sui cookie. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta l'Informativa estesa sui cookie. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all'uso dei cookie.

Codice esenzione RD0030

Caso clinico esposto al convegno "Malattie rare ed autoimmunità" del 2011.

Vasculite sistemica da IgA dei piccoli vasi, caratterizzata da porpora della cute, artrite, interessamento addominale e renale. È la vasculite più comune dei bambini, sebbene possa interessare anche gli adulti, con un quadro clinico più severo e spesso cronico.

EPIDEMIOLOGIA. La porpora di Henoch-Shoenlein è più frequente nei bambini tra i 4 e i 10 anni, con un’incidenza annuale pari a 3-26 casi su 100.000. Nell’adulto l’incidenza annuale stimata è pari ad 1 caso su 100.000 abitanti. È più frequente nel sesso maschile, con un rapporto M:F pari a 1,5:1.

EZIOLOGIA. È caratterizzata da un’infiammazione dei piccoli vasi secondaria alla deposizione nella loro parete di immunocomplessi (formati da un anticorpo e dalll’antigene verso cui è diretto). Gli anticorpi coinvolti sono di tipo IgA. La deposizione avviene soprattutto a livello di arteriole, capillari e venule. Si ritiene che infezioni batteriche o virali possano scatenare una risposta autoanticorpale. Infatti, un’infezione delle vie aeree precede la comparsa della porpora nel 50-75% dei casi.

CLINICA. L’interessamento cutaneo con porpora palpabile, di solito simmetrica, e localizzata soprattutto a livello dei glutei e delle gambe, è praticamente sempre presente. Negli adulti la porpora può presentarsi con una forma necrotica o emorragica. Le lesioni cutanee di solito regrediscono in due settimane sebbene, in una percentuale di casi, possano recidivare o diventare croniche. L’artrite, che si manifesta con dolore e tumefazione, interessa soprattutto le grosse articolazioni (caviglia, ginocchio, anche) e tende ad avere un andamento transitorio e migrante. L’interessamento addominale è frequente e si manifesta soprattutto con dolore di tipo colico. Può associarsi a nausea, vomito e, nei casi più severi, ad emorragie digestive secondarie ad ischemia intestinale. Fino all’80% dei pazienti può presentare un coinvolgimento renale con riscontro nelle urine di tracce di sangue (microematuria) e di proteine (proteinuria). La compromissione dei reni è di solito più grave negli adulti, potendo causare ipertensione, sindrome nefrosica ed insufficienza renale. Quest’ultima può essere presente al momento della diagnosi fino al 30% dei casi. Altri sintomi rari sono: cefalea, miocardite, crisi epilettiche, paresi, orichiepididimite, pancreatite, episclerite.

DIAGNOSI. La diagnosi si basa sulla clinica e può avvalersi di una biopsia cutanea e renale.

TERAPIA. Nei bambino non è necessario un trattamento specifico, ad eccezione di quello sintomatico. Nell’adulto può essere necessario l’impiego di una terapia steroidea o immunosoppressiva. L'uso di corticosteroidi e/o di immunosoppressori (ciclofosfamide, micofenolato mofetile) è controverso. In caso di lesioni purpuriche e di coinvolgimento addominale lieve può essere impiegata la colchicina. Gli steroidi, invece, sono indicati soprattutto in caso di  severo coinvolgimento gastrointestinale, articolare e renale. Ulteriori studi sono necessari per valutare l’efficacia di farmaci come il Rituximab.

PROGNOSI. Nella maggior parte dei bambini la malattia si risolve spontaneamente nel giro di qualche settimana. Nel 20% dei casi, tuttavia, tende a recidivare una o più volte, di solito con sintomi più lieve e più rapidi rispetto al primo episodio.

Negli adulti la prognosi a lungo termine è difficilmente prevedibile soprattutto per quanto riguarda il coinvolgimento renale. La gravità dell’interessamento renale e addominale rappresentano i principali determinanti di morbilità e mortalità. Inoltre, un ulteriore rischio è rappresentato dall’emorragia intralveolare.

Locandina

2025 12 20 Forli malattie