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Codice esenzione RM0060

La policondrite ricorrente è una malattia infiammatoria rara, caratterizzata da infiammazione e danno a carico della cartilagine con interessamento principale dell’orecchio, del naso, dell’occhio e delle articolazioni. Possono però essere coinvolti anche sistema cardiovascolare e respiratorio.

EPIDEMIOLOGIA. L'incidenza stimata è pari a 3,5 casi su 1.000.000 di abitanti. Di solito ha un esordio improvviso ed è più frequente in pazienti tra i 40 e i 55 anni d’età.

EZIOLOGIA. Sebbene l’eziologia della policondrite non sia nota, si ritiene si tratti di una malattia autoimmune, caratterizzata da un interessamento immuno-mediato del collagene di tipo II.

CLINICA. La clinica della policondrite è molto eterogenea. Il 90-95% dei pazienti presenta un interessamento del padiglione auricolare esterno con infiammazione mono o bilaterale che si manifesta con dolore, tumefazione ed eritema e che risparmia il lobo. La distruzione cartilaginea dell’orecchio può essere responsabile della comparsa di un aspetto cosiddetto “floppy ears” (orecchie molli) o “a cavolfiore”. In rari casi, l’infiammazione delle strutture vestibolari può causare nausea, vomito, acufeni, vertigini, atassia e sordità. La seconda manifestazione più frequente è la condrite nasale (>50% dei pazienti) che può esitare, nei casi più gravi, nella formazione di un naso a sella. L’interessamento articolare varia da semplici artralgie ad artriti non erosive simmetriche o asimmetriche, che interessano soprattutto le ginocchia.

La policondrite può colpire anche:

  • occhi: proptosi, congiuntivite, cheratite ulcerosa, sclerite, uveite;
  • trachea e laringe: raucedine, afonia, stridor, dispnea, collasso dele vie aeree;
  • sistema cardiovascolare: vasculite dei grandi vasi, aneurismi vascolari, valvulopatia aortica o mitrale;
  • cute: ulcere aftoidi, noduli, papule, porpora;
  • sistema nervoso con sintomi secondari alla vasculite del sistema nervoso centrale o periferico;

La sindrome MAGIC (mouth and genital ulcers with inflamed cartilage) comprende un quadro clinico caratterizzato anche dalla presenza di ulcere orali e genitali (segni caratteristici della malattia di Behçet).

DIAGNOSI. Di solito la diagnosi è clinica. Secondo i criteri diagnostici maggiormente condivisi e applicati (McAdam’s criteria) per porre diagnosi di policondrite sono necessari tre dei seguenti segni clinici:

  • condrite bilaterale dell’orecchio esterno;
  • condrite nasale;
  • condrite delle vie aeree;
  • poliartrite infiammatoria sieronegativa non erosiva;
  • infiammazione oculare;
  • danno audio-vestibolare.

Nei casi dubbi la biopsia del padiglione auricolare può essere d’aiuto. È consigliabile, inoltre, valutare il coinvolgimento delle vie aeree superiori e inferiori con spirometria e TC del torace.

TERAPIA. Il trattamento della policondrite è soprattutto sintomatico. Nei casi meno gravi si utilizzano  farmaci antinfiammatori non steroidei, dapsone e colchicina. In caso di coinvolgimento più severo, invece, si ricorre a terapia con corticosteroidi sistemici, metotrexato, azatioprina e ciclosporina. Recentemente sono stati impiegati con successo anche i farmaci biologici (infliximab, anakinra, rituximab, abatacept), che necessitano però di ulteriori conferme.

PROGNOSI. La policondrite ha un decorso acuto e recidivante. Il coinvolgimento oculare e uditivi possono  esitare in disabilità visiva e/o uditiva. In caso di coinvolgimento renale la prognosi è peggiore. Inoltre, in rari casi, la patologia può avere un decorso grave e potenzialmente letale, con complicanze cardiovascolari o respiratorie, che rappresentano la principale causa di morte.

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2025 12 20 Forli malattie