Codice esenzione RM0010
Rara miopatia infiammatoria caratterizzata da coinvolgimento muscolare con debolezza simmetrica della muscolatura prossimale, lesioni cutanee patognomoniche e possibile coinvolgimento polmonare. Possono essere identificati diversi sottotipi della malattia in base agli autoanticorpi presenti, al fenotipo clinico e alla prognosi.
EPIDEMIOLOGIA. L’incidenza annuale stimata è pari a 1.9-7.7 casi su 1,000,000 di abitanti, mentre la prevalenza si aggira attorno a un caso su 10,000-50,000. È una patologia più frequente nel sesso femminile (F=M: 2:1). Esordisce generalmente in età adulta, sebbene sia presente una forma giovanile, che insorge più precocemente.
EZIOLOGIA. Sebbene l’eziologia non sia del tutto nota, sembra che la componente autoimmune svolga un ruolo importante nella patogenesi della malattia.
CLINICA. Le lesioni cutanee caratteristiche sono caratterizzate da:
- rash eliotropo periorbitale;
- papule di Gottron (papule rosa-violacee sul dorso delle mani, soprattutto a livello metacarpofalangeo e interfalangeo);
- segni di Gottron (eritema maculare o papule violacee a cavallo dell’articolazione);
- eritema violaceo a livello delle zone fotoesposte;
- poichiloderma nella zona della scollatura;
- teleangectasie periungueali e ipertrofia delle cuticole;
- rash del volto che comprende il solco naso-labiale.
La debolezza muscolare prossimale simmetrica può esordire prima o dopo i sintomi cutanei, con una severità che varia a seconda del pattern anticorpale presente. In particolare:
- anticorpi anti-Mi2 (5-30%) e anti-TIF1-gamma (15-25%): coinvolgimento muscolare moderato-severo associato a lesioni cutanee classiche. Sembra che questi pazienti abbiano un rischio maggiore di insorgenza di neoplasie;
- anticorpi anti-NXP2 (15-25%): mialgie severe ricorrenti prossimali e distali, disfagia, edema periferico subcutaneo e calcinosi;
- anticorpi anti SAE 1/2 (5%): lesioni cutanee classiche con interessamento muscolare e disfagia;
- anticorpi anti-MDA5 (5-20%): lesioni cutanee classiche, ulcere, “mani da meccanico”, artriti, coinvolgimento polmonare, che può comprendere anche una patologia interstiziale rapidamente progressiva, e interessamento muscolare lieve o assente.
Possono essere interessati anche sistema cardiovascolare, articolare e gastrointestinale. Circa 1/3 dei pazienti sviluppa una neoplasia maligna. Le più frequenti sono a livello di mammella e ovaio per il sesso femminile e di polmone e prostata per il sesso maschile.
DIAGNOSI. La diagnosi si basa sulle caratteristiche cliniche, laboratoristiche (aumento CPK e presenza di autoanticorpi specifici per miosite) e sui risultati dell’ elettromiografia. Tuttavia, poiché gli autoanticorpi sono presenti solo nel 20% dei pazienti non vengono generalmente impiegati per porre la diagnosi, quanto per confermarla. La diagnosi viene inoltre confermata con la biopsia. La TC ad alta risoluzione e il test funzionali polmonari sono utili in caso di coinvolgimento polmonare e l’ecocardiogramma in caso di sospetto coinvolgimento cardiaco.
TERAPIA. Il coinvolgimento cutaneo risponde meno alla terapia rispetto a quello muscolare. Per le manifestazioni cutanee la terapia iniziale di basa sull’utilizzo di steroidi topici e inibitori della calcineurina, sebbene solo una piccola porzione di pazienti risponda a questa terapia. In caso di mancata risposta si possono impiegare idrossiclorochina o metotrexate. La terapia iniziale in caso di coinvolgimento muscolare si basa sull’utilizzo di steroidi ad alte dosi con successivo decalage e terapia di mantenimento. Frequentemente si ricorre ad una terapia di combinazione con l’aggiunta di metotrexate, azatioprina e micofenolato mofetile. Nei casi severi sia cutanei che muscolari si può ricorrere a terapia steroidea ev e all’utilizzo di immunoglobuline endovena. In caso di patologia polmonare interstiziale si utilizza una terapia che comprenda ciclofosfamide e inibitori della calcineurina.
PROGNOSI. La prognosi dipende dal trattamento, dalle comorbidità compresenti e dalla severità della sintomatologia. Il rischio di sviluppare una neoplasia aumenta in caso di età superiore ai 50 anni, nel sesso maschile e in caso di presenza di anti-TIF1-y e anti-Mi2. Inoltre, a presenza di anticorpi anti-MDA5 è associata ad una mortalità del 20% per importante coinvolgimento polmonare interstiziale.
