Codice esenzione RM0030
Il termine connettivite mista racchiude un insieme di quadri clinici e sierologici che non soddisfano pienamente i criteri di nessuna delle connettiviti note (LES, sclerosi sistemica, polimiosite, ecc.) ma che sono caratterizzati dalla combinazione di segni clinici di ciascuna di esse.
EPIDEMIOLOGIA. La connettivite mista ha una prevalenza stimata di circa 10 casi su 100.000 abitanti. È più frequente nel sesso femminile, con un rapporto F:M=10:1, ed esordisce soprattutto tra i 15 e 35 anni.
EZIOLOGIA. L’eziologia della connettivite mista è autoimmune.
CLINICA. La maggior parte dei sintomi sono poco specifici e possono comprendere comprendono astenia, malessere generale e febbre. Tra le manifestazioni più comuni ci sono il fenomeno di Raynaud, l’artrite non erosiva e la tumefazione delle mani con dita paffute “a salsicciotto”. La connettivite mista può avere interessamento:
- muco-cutaneo: eritema del volto a farfalla (rash malare), alopecia, fotosensibilità, ulcere del cavo orale di solito non dolenti, rash eliotropo, papule di Gottron, porpora palpabile;
- muscolo-scheletrico: artralgie, poliartrite non deformante a carico di polsi e mani, artrite erosiva, mialgie, miosite con debolezza muscolare soprattutto prossimale (arti e cingoli);
- respiratorio: pleurite, interstiziopatia polmonare (che può evolvere verso un quadro di fibrosi), ipertensione polmonare pre-capillare;
- gastro-intestinale: disfagia secondaria ad alterata motilità esofagea, sintomi da reflusso gastroesofageo, stipsi, diarrea;
- cardiaco: pericardite e, più raramente, miocardite;
- renale: glomerulonefrite membranosa;
- neurologico: nevralgia del trigemino, sindrome del tunnel carpale, raramente meningite ed encefalite;
- ghiandolare: sindrome sicca (secchezza degli occhi e della bocca secondaria a ridotta secrezione salivare e lacrimale).
DIAGNOSI. La diagnosi si basa sulla clinica e sulla presenza di una positività, solitamente ad alto titolo, per gli autoanticorpi anti-U1 RNP (diretti verso ribonucleoproteine appartenenti agli antigeni nucleari estraibili o ENA), patognomonici di malattia. Gli esami ematochimici possono evidenziare: pancitopenia, incremento della VES, ipergammaglobulinemia con aumento delle IgG, positività del fattore reumatoide, aumento degli enzimi muscolari (CK). Il coinvolgimento dei vari organi potrà poi essere indagato con le apposite indagini: TC ad alta risoluzione, prove di funzionalità respiratoria, esofagogastroduodenoscopia, manometria esofagea, ecocardiogramma, cateterismo cardiaco destro, elettromiografia, ecc. Nei soggetti con fenomeno di Raynaud le alterazioni del microcircolo a livello dei capillari periungueali possono essere valutate mediante la capillaroscopia.
TERAPIA. Le forme lievi di malattia richiedono solitamente l’impiego di farmaci antinfiammatori non steroidei o di steroide a basse dosi di steroidi. In caso di artralgie, artrite o di manifestazioni cutanee si impiegano idrossiclorochina e clorochina. Il fenomeno di Raynaud risponde a terapia con vasodilatatori, come la nifedipina o, nei casi più gravi, le prostaglandine. In caso di pleurite, pericardite, miosite o interstiziopatia polmonare si ricorre a terapia steroidea, associata a ciclosporina, azatioprina o micofenolato. La terapia dell’ipertensione arteriosa polmonare prevede l’impiego di nibitori della 5-fosfodiesterasi (sildenafil), antagonisti del recettore dell’endotelina (macitentan) e prostanoidi. Per i pazienti con artrite, miosite, anemia emolitica o trombocitopenia, non responsive alle altre terapie si utilizza il rituximab.
PROGNOSI. Le connettiviti miste hanno un andamento cronico recidivante-remittente. Il tasso complessivo di sopravvivenza a 10 anni è circa dell’80%. L’interessamento interstiziale polmonare e l’ipertensione polmonare è associato a prognosi peggiore, come le forme con coinvolgimento viscerale o con segni di Sindrome di Sjogren o Polimiosite.
